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Meccanismi fisiologici di Ansia e Stress

L'ansia è un disturbo che interessa l'aspetto psicologico del sistema mente-corpo, ma che spesso finisce con il manifestarsi nell'aspetto fisiologico. La mente, è risaputo, influenza il corpo in vari modi. Uno di questi è il sistema nervoso autonomo, con il quale la mente governa tutte le funzioni dell'organismo in cui non vi è bisogno di un controllo cosciente, vale a dire la deambulazione, la postura, l'equilibrio, la respirazione e la pressione sanguigna, tanto per nominare alcune funzioni che riguardano il movimento. Molte di queste sono possibili grazie al sistema nervoso autonomo, che regola anche la temperatura corporea e, a seconda delle situazioni, come deve essere dosata la forza nel corpo, per esempio. Agisce sugli organi tramite l'uso di ormoni che vengono liberati nel sangue o tramite i fasci nervosi e vengono recepiti dai tessuti che reagiscono di conseguenza.

L'ansia

Da questo punto di partenza ci sono due possibili scenari: uno è costituito dalla sindrome generale di adattamento, nella definizione di Seyle, cioè lo stress negativo, quello che porta complicazioni psicosomatiche; l'altro è uno stato di ansia, che può avere vari effetti sul corpo, di tipo transitorio, fino a sfociare negli attacchi di panico. Potremmo dire una sollecitazione cronica di stimoli aversivi, o percepiti tali, può portare lo stress e di conseguenza patologie fisiche di tipo cronico oppure l'ansia con patologie psicologiche, di tipo transitorio.

 

Vi è dunque un'origine fisiologica comune tra ansia e stress, con i loro correlati specifici psicologici e fisici, ma anche un'origine psicologica comune. Il ruolo della neo-corteccia nel discriminare il livello di pericolo, infatti, è fondamentale. Può fare la differenza tra salute e malattia. Questo può essere influenzato, e anche pesantemente, dai pensieri e le idee inconsce, a loro volta frutto di una elaborazione parziale fatta nel corso della vita.

 

Questo è il motivo per cui in entrambi i casi il consiglio del medico solitamente è di rivolgersi allo psicologo, oppure di prendere farmaci per la psiche, a seconda dell'orientamento. Tra i farmaci la parte del leone la fanno le benzodiazepine, mentre tra le psicoterapie la cognitivo-comportamentale, a torto o a ragione, è una delle più gettonate.

La fisiologia dell'ansia

Tramite il sistema nervoso autonomo possiamo svegliarci la mattina, addormentarci di sera, digerire, correre per prendere l'autobus ma anche attivarci per combattere un pericolo. Il sistema nervoso autonomo è una specie di attuatore e si interfaccia con il sistema nervoso centrale, che comunica cosa attivare e quando, ma effettivamente non è in grado di discernere situazioni o eventi. Questo è compito del sistema nervoso autonomo e, più precisamente, del cervello che deve sia percepire il pericolo, sia discernere se è veramente un pericolo o no. La parte del cervello che scatta per prima è la parte più antica, il cosiddetto cervello rettileo che include il talamo e l'amigdala. Entrambi questi corpi sono responsabili nella detezione del pericolo e nel conseguente arousal tramite la produzione, indiretta ma comunque istantanea, di neuromediatori che fungono da segnale per attivare determinate configurazioni fisiologiche nell'organismo. Queste configurazioni sono quello che si sente nel corpo quando si provano emozioni.

Stress

Anche la neo-corteccia è interessata nel processo, con il preciso compito di filtrare le reazioni a stimoli che non costituiscono realmente un pericolo, inibendo la via del cervello arcaico che, comunicando direttamente con il sistema nervoso autonomo, induce la risposta fisiologica corrispondente allo stimolo. La mente che è funzione della neo-corteccia, dunque, è centrale in questo processo, per discernere lo stimolo pericoloso da quello innocuo, per cui esiste la possibilità che processi inconsci possano dirottare il comportamento dell'organismo, inducendo il sistema a scattare quando non dovrebbe o semplicemente non inibendo la reazione di paura quando invece dovrebbe.

 

Naturalmente questo porta a falsi positivi, più spesso che il contrario, per cui se il corpo, che è predisposto naturalmente a picchi di attivazione seguiti da periodi di calma, viene attivato troppo spesso, l'organismo cerca di adattarsi a un flusso ormonale così massiccio che in realtà è troppo grande da gestire. Il sistema entra in una fase in cui più ormoni dell'attivazione vengono prodotti, più la risposta rimane invariata senza diminuire o, in certi casi, addirittura aumenta.

Definizione di Ansia

Stress

Disturbi alimentari